Quando l’antibiotico non va mai preso: vademecum

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L’antibiotico è stato una delle più grandi scoperte della medicina moderna. Combattono i batteri e possono curare malattie infettive e potenzialmente letali. Tuttavia, oggi gli antibiotici sono usati troppo spesso e l’uso improprio è parecchio diffuso. A causa di ciò, sempre più batteri stanno sviluppando una sorta di resistenza a questo tipo di farmaco. Questo significa che gli antibiotici stanno perdendo parte della loro efficacia, ma soprattutto è un campanello d’allarme per la medicina: occorre essere più prudenti e non prescrivere con troppa facilità una ricetta per un antibiotico. Certo, ci sono casi in cui l’antibiotico è strettamente necessario al paziente. Per esempio, l’antibiotico per i denti, come scrive Dentalpharma, può essere preso nei casi in cui si è in presenza di infezioni dentali o di un ascesso dentale. Resta il fatto che è meglio farne a meno, quando è possibile farlo.

Fatto tale preambolo, passiamo a vedere solo qualche esempio in cui l’assunzione di un antibiotico può essere superflua e poco o per niente efficace.

Infezioni respiratorie

Il raffreddore, l’influenza e la maggior parte delle altre infezioni respiratorie sono causate da virus, che generalmente non possono essere eliminati dagli antibiotici. Per esempio, la bronchite è solitamente causata da un virus o da una sostanza irritante, come il fumo di sigaretta. Anche la maggior parte dei mal di gola è di natura virale e non necessita degli antibiotici. Per tutte queste infezioni virali, gli antibiotici non sono necessari. I sintomi possono essere alleviati con tanto riposo e prendendo medicinali come l’ibuprofene.

Sinusite

La sinusite, che può provocare naso chiuso o che cola e dolore facciale, è quasi sempre causata da un virus, e anche qualora siano i batteri la causa della sinusite, queste infezioni di solito si risolvono da sole nel giro di una settimana. Per alleviare i sintomi e liberarsi dal muco, è bene assumere farmaci come mucolitici.

Gli antibiotici andrebbero assunti solo se il disturbo persiste dopo i 10 giorni, se si migliora e poi si peggiora, o se si ha la febbre alta e muco denso per più giorni consecutivi.

Infezioni dell’orecchio

La maggior parte delle infezioni dell’orecchio migliora da sola in due o tre giorni, specialmente nei bambini dai 2 anni in su. Non solo agli adulti, ma anche ai bambini è consigliato assumere antidolorifici da banco per alcuni giorni ed evitare gli antibiotici. Consultare un medico qualora i sintomi non migliorino entro due o tre giorni o se peggiorano. In questi casi molto probabilmente sarà necessario un antibiotico per combattere e alleviare il dolore.

Congiuntivite

La congiuntivite è solitamente causata da un virus o da un’allergia, quindi gli antibiotici non aiutano. E anche qualora il disturbo abbia natura batterica, tende a risolversi spontaneamente entro dieci giorni.

I sintomi possono essere alleviati applicando impacchi freschi e umidi sull’occhio. In caso di congiuntivite da allergia, è utile utilizzare dei colliri antistaminici.

L’antibiotico per la congiuntivite può essere valutato qualora si abbia un sistema immunitario debole, se la condizione non migliora in una settimana, o se l’occhio è molto gonfio e sviluppa una secrezione densa e simile al pus.

Eczema

In caso di eczema, si può provare a controllare la pelle secca e pruriginosa con gli antibiotici. Tuttavia, gli antibiotici sono poco efficaci contro il prurito e l’arrossamento.

Per alleviare l’eczema, occorre idratare la pelle con una crema o un unguento che diano sollievo per il prurito e il gonfiore.

Gli antibiotici andrebbero assunti solo se si mostrano i segni di un’infezione batterica, come pelle molto arrossata o febbre.

Conclusione

Abbiamo visto solo alcuni esempi in cui l’antibiotico risulta superfluo. Per ridurre la resistenza dei batteri agli antibiotici, è necessario valutare sempre attentamente il quadro clinico del paziente e stabilire quando è veramente necessario iniziare una terapia antibiotica.

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