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Uno studente trovava difficile concepire che Iddio dimora nella
carne dell'uomo. Il Maestro disse:"Come i carboni incandescenti
rivelano la presenza del fuoco, così il meraviglioso meccanismo del
corpo rivela la presenza causante dello Spirito".
"Alcuni pensano che se a un devoto non sono imposte grandi prove,
questi non può essere un santo. Altri asseriscono invece che un uomo
dalla divina realizzazione dovrebbe esser libero da ogni
sofferenza", disse il M. durante una conferenza. "La vita d'ogni
maestro segue un certo disegno segreto. San Francesco era afflitto
da malattie; il Cristo pienamente libero si lasciò crocifiggere.
Altri grandi, come San Tommaso d'Aquino e Lahiri Mahasaya, passarono
i loro giorni senza grandi assilli o tragedie.
"I santi ottengono la salvezza ultima partendo da basi totalmente
diverse. I veri saggi dimostrano che, quali che siano le condizioni
esteriori, essi sono in grado di riflettere la Divina Immagine
dentro di sè. Essi svolgono qualsiasi parte che il volere di Dio
abbia loro affidata, si accordi o no con l'opinione pubblica".
Un giovane residente all'eremitaggio amava fare degli scherzi. La
vita era per lui una continua commedia. La sua allegria, a volte
piacevole, altre volte impediva agli altri devoti di mantenere
serenamente il pensiero in Dio. Un giorno P. rimproverò blandamente
il ragazzo. "Dovresti imparare ad essere più serio", osservò. "Sì,
M.", rispose il discepolo, sinceramente pentito della propria
irrequietezza. "Ma la mia abitudine è così inveterata! Come posso
cambiare senza la vostra benedizione?". Il Guru solennemente lo
assicurò: "La mia benedizione c'è sempre; c'è la benedizione di Dio.
Manca solo la tua".
"Dio vi capisce quando nessun altro vi comprende", disse il M. "Egli
è l'amante che vi amerà sempre, quali che siano gli errori che
commetterete. Gli altri vi concedono il loro affetto per un certo
tempo e poi vi abbandonano, ma egli non vi abbandonerà mai. "In
mille modi Iddio cerca ogni giorno il vostro amore. Non vi punisce
se vi rifiutate a lui, ma voi punite voi stessi. Trovate che tutte
le cose tradiscono te, che tradisci Me.
"Che cos'è Dio?", chiese un allievo. "Dio è Beatitudine Eterna",
rispose il Maestro. "Il Suo Essere è Amore, Saggezza e Gioia. Egli è
impersonale e personale, e Si manifesta in qualsiasi modo Gli
piaccia farlo. Appare ai suoi santi nella forma che ciascuno di essi
tiene cara: un cristiano vedrà il Cristo, un indù Krishna o la madre
Divina, e così via. Quei fedeli la cui devozione è impersonale,
prendono coscienza del Signore quale luce infinita, o il sacro suono
Om, la Parola primordiale, lo Spirito Santo. La più alta esperienza
che l'uomo possa avere, è quella di conoscere la Beatitudine in cui
ogni altro aspetto della Divinità: amore, saggezza, immortalità, è
contenuto appieno. "Ma come posso spiegarvi a parole la natura di
Dio? Egli è ineffabile, indescrivibile. Solo nella profonda
meditazione voi conoscerete la Sua unica Essenza".

Dopo aver conversato con un visitatore egoista, il M. disse:" Le
piogge della misericordia di Dio non possono raccogliersi sulle cime
rocciose dell'orgoglio, ma scorrono facilmente nelle valli
dell'umiltà".
Ogni volta che il M. vedeva un certo discepolo, che era decisamente
un tipi intellettuale, il Guru diceva: "Cerca la devozione! Rammenta
le parole di Gesù: Padre, Tu hai nascosto queste cose ai sapienti e
prudenti, e le hai rivelate ai fanciulli. Quel discepolo visitò il M.
nel suo ritiro nel deserto poco prima del Natale 1951. Su una tavola
c'erano dei giocattoli destinati ad essere donati per Natale. Con
spirito infantile P. giocò con essi per un certo tempo, poi chiese
al giovane:"Ti piacciono?":Il discepolo stava ancora cercando di
digerire la sua sorpresa, però disse ridendo: "Sono bellissimi,
signore". Il Maestro sorrise e citò: "Lasciate che i bimbi vengano a
me, perchè il regno di Dio è proprio di costoro".
Uno studente era dubbioso circa la propria capacità di perseveranza.
Per incoraggiarlo, P. disse: "Il Signore non è distante, ma
vicinissimo. Io Lo vedo ovunque". "Ma signore, voi siete un
Maestro!", protestò l'uomo. "Tutte le anime sono eguali", replicò il
Guru."L'unica differenza fra voi e me è che io ho fatto lo sforzo.
Ho dimostrato a Dio che Lo amo, ed Egli è venuto a me . L'amore è la
calamita alla quale Dio non può resistere".
"Voi chiamate il vostro tempio di Hollywood 'Chiesa di tutte le
Religioni'; perchè dunque date tanta importanza al Cristianesimo?",
s'informò un visitatore. "Questa è la volontà Babaji", disse il M.
"Egli mi ha chiesto di interpretare la Bibbia cristiana e la Bibbia
indù (la Bhagavad-Gita) e di mettere in evidenza la fondamentale
unità fra le scritture cristiane e vediche. Mi ha mandato in
occidente per svolgere questa missione".
"Un peccato", disse il M., "è qualsiasi cosa che tenga l'uomo nella
dimenticanza di Dio".
"Maestro, come potè Gesù mutare l'acqua in vino?", domandò un
discepolo. Y. rispose: "L'universo è il risultato di un gioco di
luce: vibrazioni di energia vitale. I film della creazione, come
scene su uno schermo cinematografico, vengono proiettati e resi
visibili mediante raggi di luce. Il Cristo percepiva l'essenza
cosmica come luce; ai suoi occhi non c'era una differenza
essenziale tra i raggi di luce che compongono l'acqua e quelli che
compongono il vino. Come Dio agli inizi della creazione, Gesù era in
grado di comandare alle vibrazioni di energia vitale di assumere
forme diverse. "Tutti gli uomini che superano i reami illusori della
relatività e dualità, entrano nel vero mondo dell'unità; essi
divengono, uno con l'Onnipotenza, come disse il Cristo: 'Chi crede
in me, farà anch'egli le opere che faccio io, anzi ne farà anche
maggiori, perchè io vado al Padre' (cioè perchè io ritornerò presto
all'Altissimo, all'Assoluto senza vibrazioni al di là del creato, al
di là dei fenomeni)".

"Maestro non credete nel matrimonio?", si informò uno studente.
"Spesso parlate come se foste contrario". P. rispose: "Il matrimonio
è superfluo e controproducente per coloro che, avendo fatto la
rinuncia interiore, cercano intensamente Iddio, l'Amante Eterno. Ma
nei casi ordinari non sono contrario al matrimonio vero: due persone
che uniscono la loro vita per aiutarsi l'un l'altra a raggiungere la
divina realizzazione, fondando il loro matrimonio sulla giusta base:
l'amicizia incondizionata. La donna è mossa principalmente dal
sentimento, l'uomo della ragione. Il matrimonio ha lo scopo di
equilibrare queste due qualità. "Oggi non ci sono molte unioni
d'anime, perchè i giovani ricevono ben pochi insegnamenti
spirituali. Emotivamente immaturi e instabili, sono di solito
influenzati da un fuggevole attrazione sessuale o da considerazioni
mondane che ignorano il il nobile scopo del matrimonio". E aggiunse:
"Spesso io dico loro: 'Prima affermatevi irrevocabilmente sul divino
sentiero; poi, se vi sposate, non commetterete un errore!".
"Il Signore non profonde forse la Sua grazia più abbondantemente su
alcuni uomini che non su altri?", chiese un allievo. P. rispose:
"Dio sceglie quelli che Lo scelgono".
Due signore usavano lasciare la loro automobile aperta quando la
parcheggiavano. Il M. disse loro: "Prendete le giuste precauzioni.
Chiudete la vostra macchina". "Dov'è la vostra fede in Dio?" esse
esclamarono. "Io ho fede", rispose P., "ma ciò non significa
trascuratezza". Esse però continuarono a non chiudere l'automobile.
Un giorno esse lasciarono molti oggetti di valore sul sedile
posteriore, e i ladri li rubarono. "Perchè aspettarsi che Dio vi
protegga se voi non vi curate delle sue leggi della ragione e della
precauzione?", disse il M. "Abbiate fede, ma siate pratiche e non
tentate gli altri".
Alcuni discepoli, afferrati dal turbine dell'attività, trascuravano
la meditazione. Il M. li ammonì: "Non dite: Domani mediterò più a
lungo. Improvvisamente vi accorgerete che è passato un anno senza
che abbiate messo in pratica le vostre buone intenzioni. Dite
invece: ' Tutto può aspettare, ma la mia ricerca di Dio non può
aspettare'".

"Signore", chiese un discepolo, "com'è che alcuni maestri sembrano
sapere più di altri maestri?" "Tutti coloro che sono pienamente
liberati sono eguali in saggezza", rispose P.
Essi comprendono tutte le cose, ma raramente rivelano la loro
sapienza. Per piacere a Dio essi svolgono la parte ch'Egli ha loro
assegnata. Se sembrano commettere uno sbaglio, è perchè tale
comportamento fa parte del ruolo umano. Interiormente non sono
toccati dai contrasti e dalle relatività dei maya".
Uno studente confidò al M.: "Trovo difficile conservare le amicizie
che faccio". "Scegli con cura le tue compagnie", disse P. "Sii
cordiale e sincero, ma mantieni sempre una piccola distanza di
rispetto. Non dare mai troppa familiarità alla gente. E' facile
farsi degli amici, ma per conservarli devi seguire questa regola".
"M. " disse un allievo, "può un'anima essere perduta per sempre?".
Y. rispose: "Questo è impossibile. Ogni anima è parte di Dio ed è
perciò imperitura".

Un certo allievo tendeva a esaminarsi continuamente per scoprire dei
segni di progresso spirituale diviene naturale e inosservata come il
suo respiro", disse il M. "Quando un uomo ha donato il proprio cuore
a Dio, diviene così completamente assorbito in lui da realizzare
appena di avere già risolto tutti i problemi della vita. Gli altri
cominciano a chiamarlo Guru. Meravigliato, egli pensa : 'Cosa?
Questo peccatore è diventato un santo? Signore, possa la Tua
immagine risplendere così chiaramente sul mio volto che nessuno veda
me, ma soltanto Te!".
"Che strana persona è mai G.!" Parecchi discepoli stavano discutendo
le particolarità di varie persone. Il M. disse: "Perchè
meravigliarsi? Questo mondo non è che lo zoo di Dio":
"Non sono pericolose le vostre dottrine sul controllo delle
emozioni?", domandò uno studente. "Molti psicologi affermano che la
repressione conduce a disadattamenti psichici e perfino a malattie
fisiche". Il M. rispose: "La repressione è dannosa quando ci si
aggrappa al pensiero di volere una cosa, ma non si fa nulla per
ottenerla. E' beneficio invece l'autocontrollo quando si
sostituiscono ai cattivi pensieri pensieri giusti e si convertono
gli atti reprensibili in azioni utili".
"Coloro che si soffermano sul male, si fanno male. Gli uomini che
colmano la loro mente di saggezza e la loro vita di attività
costruttive, si risparmiano molta ignobile sofferenza". "Dio ci
mette alla prova in molte maniere", disse il M. "Egli rivela le
nostre debolezze perchè possiamo rendercene conto e tramutarle in
forze. Egli può mandarci delle disgrazie che sembrano
insopportabili; talvolta sembrerà perfino respingerci da Sè. Ma il
devoto intelligente dirà:"'No, Signore, io voglio Te. Nessuna cosa
potrà ostacolare la mia ricerca. La preghiera del mio cuore è
questa: non impormi mai la prova dell'oblio della Tua presenza'".

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