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La religione è il pensiero contorto dell'uomo fuori del quale si erigono templi per concretizzarlo.
Bisogna scoprire come guardare in modo
da riuscire a vedere tutte le cose che accadono all'esterno e
all'interno di noi come un processo unitario, un movimento totale.
Bisogna capire il pensiero e chiederci
se il pensiero può vedere qualcosa di nuovo; o se invece il "nuovo"
pensiero non sia sempre vecchio, e così quando affronta un problema
della vita - che è sempre nuovo - non ne può vedere la novità perché
cerca di interpretarlo nei termini del proprio condizionamento.
E' una delle cose più difficili
comunicare qualcosa che non richiede solo l'uso accurato delle
parole, ma anche un'accuratezza di percezione che è al di là delle
parole, e un sentimento, una sensazione di intimo contatto con una
realtà.
Se cominciate a indagare, guardare,
osservare come funziona il cervello, allora vedrete che esso
diventerà straordinariamente quieto; un silenzio che non è sonno ma
è straordinariamente attivo e quindi è quiete. Una grossa dinamo che
funzioni perfettamente quasi non fa rumore; soltanto quando c'è
attrito c'è rumore.
"C'è una rivoluzione che dobbiamo fare se vogliamo sottrarci all'angoscia, ai conflitti e alle frustrazioni in cui siamo afferrati. Questa rivoluzione deve cominciare non con le teorie e le ideologie, ma con una radicale trasformazione della nostra mente" "...La Verità è una terra priva di sentieri... non può essere portata al nostro livello, piuttosto noi dobbiamo salire al suo... non si può portare la cima della montagna in una valle... allo stesso modo non è possibile organizzare un credo, una fede... sono aspetti intimi, non si possono né si devono organizzare... se lo fate muoiono, si cristallizzano, diventano convinzioni sistematiche, sette o religioni da imporre forzatamente agli altri... quando create organizzazioni con questi propositi, divengono puntelli, menomazioni, catene, che vi ostacoleranno sino a mutilarvi, vi impediranno di riconoscere la vostra unicità... il vostro unico ed esclusivo modo di procedere verso la Verità... nel preciso istante in cui iniziate a seguire qualcuno cessate di seguire la Verità... intendo determinare un cambiamento specifico nel mondo, e realizzerò questo mio proposito con imperturbabile concentrazione... intendo liberare l'uomo da tutte le gabbie, da tutte le paure... voglio impedire che si creino nuove dottrine o filosofie, e che si fondino nuove religioni o nuove sette..."
Io sostengo che la Verità è una terra priva di sentieri, e che nessuno può approssimarsi ad essa seguendo un sentiero, una religione o una setta. Questo è il mio punto di vista, e lo sostengo con assoluta certezza e senza riserve. Essendo la Verità senza limiti, incondizionata, e non accessibile attraverso un percorso pianificato, qualsiasi esso sia, non può essere organizzata. Non si dovrebbe altresì costituire alcuna organizzazione che abbia come scopo quello di condurre o forzare le persone a seguire determinati percorsi. Non appena avrete compreso ciò, comprenderete come non sia possibile organizzare un credo, una fede. La fede è un aspetto strettamente individuale, e voi non potete né dovete organizzarla. Se lo fate diverrà cosa morta, cristallizzata, diverrà una dottrina, un credo sistematico, una setta, una religione che dev'essere imposta agli altri. Questo è ciò che in tutto il mondo si tenta di fare. La Verità viene imprigionata, resa banale, ridotta a un giocattolo da destinare alle persone fragili e a coloro che sono temporaneamente insoddisfatti. La Verità non può essere portata al nostro livello, piuttosto ognuno di noi deve impegnarsi per elevarsi al suo. Non potete portare la vetta della montagna in una valle. Chi desidera raggiungere la vetta della montagna lo fa passando attraverso la valle, salendo ripidamente, senza timore dei pericolosi dirupi. La libertà non è una reazione, la libertà non è una scelta. La libertà è un'illusione dell'uomo che ha libera scelta. La libertà è pura osservazione priva di direzione, senza timori di punizioni né mire di ricompensa. La libertà è priva di cause; la libertà non è al termine dell'evoluzione dell'uomo bensì nel primo passo della sua esistenza. Con l'osservazione si si viene a conoscenza della mancanza di libertà. La libertà risiede nella consapevolezza priva di scelta della nostra esistenza e attività quotidiane.
Il pensiero è tempo. Il pensiero è
prodotto di esperienza e conoscenza, che sono inseparabili dal tempo
e dal passato. Il tempo è il nemico psicologico dell'uomo. La nostra
azione è basata sulla conoscenza e quindi sul tempo, per cui l'uomo
è costantemente schiavo del passato. Il pensiero è dannatamente
limitato e così si vive continuamente in conflitto e affanno.
Cosicché non c'è evoluzione psicologica.
Quando l'uomo avrà consapevolezza del
moto dei propri pensieri, noterà la divisione fra il pensatore ed il
pensiero, l'osservatore e l'osservato, lo sperimentatore e
l'esperienza. Egli realizzerà che tale divisione è un'illusione.
Solo a quel punto sopraggiunge la pura osservazione che è
comprensione profonda senza ombra alcuna del passato o del tempo. Il
discernimento privo del tempo determina una profonda e radicale
trasformazione nella mente.
La negazione totale è l'essenza del reale. Quando c'è la negazione di tutte le cose che il pensiero ha psicologicamente determinato, soltanto allora c'è amore, che è compassione ed intelligenza. ::: Torna a pag.1 :::
I testi sono tratti dal sito consapevolezza.it. Parte dei testi sopracitati è coperta da Copyright © 1998 / 2005 come specificato nel sito http://www.consapevolezza.it/aetos/krishnamurti/krishnamurti.asp
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