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La religione è il pensiero contorto dell'uomo fuori del quale si erigono templi per concretizzarlo.


Nel suo aspetto attuale, la religione è la negazione stessa della verità
(Un modo diverso di vivere)

Se un uomo vuole, come me, scoprire la verità, deve negare globalmente la struttura della religione: l'idolatria, la propaganda, la paura, la divisione, lei è cristiano e io sono induista. E' un'assurdità e bisogna essere luce a se stessi. Non solo a parole, ma luce perché il mondo è nell'oscurità e un essere umano deve trasformarsi, deve essere luce a se stesso. Questa luce non può venire accesa da nessun altro.
(Un modo diverso di vivere)

La religione - nel senso in cui stiamo usando la parola, che non abbia in sé alcun genere di paura o di credenza - è la qualità per cui si tende a una vita nella quale non vi sia alcuna frammentazione. Se dobbiamo indagare su questo, dobbiamo non solo liberarci da ogni credenza, ma anche aver ben chiaro come ogni sforzo, ogni direttiva e ogni scopo costituiscano un fattore di distorsione.
(La domanda impossibile)

Bisogna scoprire come guardare in modo da riuscire a vedere tutte le cose che accadono all'esterno e all'interno di noi come un processo unitario, un movimento totale.
(La domanda impossibile)



Un problema sorge quando si vede la vita in modo frammentario. Vedetene la bellezza. Quando vedete la vita come un intero non c'è assolutamente alcun problema. Solo una mente e un cuore ridotti in frammenti possono creare problemi. Il centro del frammento è l'io. L'"io" viene determinato dal pensiero; preso isolatamente non ha alcuna realtà.
(La domanda impossibile)

Bisogna capire il pensiero e chiederci se il pensiero può vedere qualcosa di nuovo; o se invece il "nuovo" pensiero non sia sempre vecchio, e così quando affronta un problema della vita - che è sempre nuovo - non ne può vedere la novità perché cerca di interpretarlo nei termini del proprio condizionamento.
(La domanda impossibile)

E' una delle cose più difficili comunicare qualcosa che non richiede solo l'uso accurato delle parole, ma anche un'accuratezza di percezione che è al di là delle parole, e un sentimento, una sensazione di intimo contatto con una realtà.
(La domanda impossibile)


La sensibilità implica una intelligenza che è al di là dell'interpretazione intellettiva, al di là dell'emotività e degli entusiasmi. Quando si esamina, si ascolta, si impara tutto sul tempo, sul piacere, sulla paura e sul dolore, bisogna avere quella sensibilità che ci fornisce l'immediata percezione di qualcosa come vera o falsa. E questo non è possibile se l'intelletto, nella sua qualità di pensiero, divide e interpreta.
(La domanda impossibile)

Se cominciate a indagare, guardare, osservare come funziona il cervello, allora vedrete che esso diventerà straordinariamente quieto; un silenzio che non è sonno ma è straordinariamente attivo e quindi è quiete. Una grossa dinamo che funzioni perfettamente quasi non fa rumore; soltanto quando c'è attrito c'è rumore.
(La domanda impossibile)



Se osservate con un cervello che sia abbastanza quieto allora vedrete che l'azione completa se stessa, è istantanea; non ci si porta dietro il problema, non ci si porta dietro l'insulto o la lode, il problema cessa.
(La domanda impossibile)

Essere consapevoli senza divisione e scelta vuol dire non essere prigionieri del movimento di diventare e di essere.
(La domanda impossibile)

Per vedere ciò che vi sta di fronte, bisogna avere una percezione chiarissima, incontaminata, senza pregiudizi, in cui non ci sia il desiderio di superarlo, ma solamente di osservarlo.
(La domanda impossibile)

Per riuscire a seguire se stessi, per apprendere il funzionamento del proprio pensiero, bisogna essere straordinariamente vigili e iniziare così a sviluppare una sensibilità sempre maggiore al complesso intrico dei propri pensieri e reazioni e sentimenti, una maggiore consapevolezza non solo di se stessi, ma anche degli altri, di coloro con cui si è in rapporto. Conoscere se stessi vuol dire studiare se stessi nell'azione, che è rapporto.
(La ricerca della felicità)

Quanto meglio conoscerete voi stessi, tanto più c'è in voi chiarezza. La conoscenza di sé non ha mai termine - non si arriva ad alcun conseguimento tangibile, ad alcuna conclusione. E' come un fiume infinito. Man mano che lo studio di sé procede e va sempre più in profondità, si trova la pace. Soltanto quando la mente è tranquilla - attraverso la conoscenza di sé e non attraverso un'autodisciplina imposta - solo allora, in quella tranquillità, in quel silenzio, la realtà può venire alla luce.
(La ricerca della felicità)


Il pensiero è azione; e se ci si limita a perseguire l'azione a un particolare livello di coscienza, quello esteriore, facendosi coinvolgere nell'azione esterna senza comprendere l'intero processo dell'azione in sé, si va inevitabilmente incontro a frustrazione e infelicità.
(La ricerca della felicità)

Si arriva all'interno comprendendo l'esterno, scoprendo la sofferenza, la lotta, il dolore che esistono nel mondo; e più si indaga, più, naturalmente, ci si avvicina agli stati psicologici che producono i conflitti e le sofferenze esteriori.
(La ricerca della felicità)

Nel comprendere l'interiorità - non esclusivamente, non rifiutando la realtà esterna, ma comprendendola e attraverso essa giungendo all'interiorità - scopriremo che, mentre procediamo nell'esplorazione delle complessità del nostro essere, diventiamo sempre più sensibili e liberi.
(La ricerca della felicità)

"C'è una rivoluzione che dobbiamo fare se vogliamo sottrarci all'angoscia, ai conflitti e alle frustrazioni in cui siamo afferrati. Questa rivoluzione deve cominciare non con le teorie e le ideologie, ma con una radicale trasformazione della nostra mente"

"...La Verità è una terra priva di sentieri... non può essere portata al nostro livello, piuttosto noi dobbiamo salire al suo... non si può portare la cima della montagna in una valle... allo stesso modo non è possibile organizzare un credo, una fede... sono aspetti intimi, non si possono né si devono organizzare... se lo fate muoiono, si cristallizzano, diventano convinzioni sistematiche, sette o religioni da imporre forzatamente agli altri... quando create organizzazioni con questi propositi, divengono puntelli, menomazioni, catene, che vi ostacoleranno sino a mutilarvi, vi impediranno di riconoscere la vostra unicità... il vostro unico ed esclusivo modo di procedere verso la Verità... nel preciso istante in cui iniziate a seguire qualcuno cessate di seguire la Verità... intendo determinare un cambiamento specifico nel mondo, e realizzerò questo mio proposito con imperturbabile concentrazione... intendo liberare l'uomo da tutte le gabbie, da tutte le paure... voglio impedire che si creino nuove dottrine o filosofie, e che si fondino nuove religioni o nuove sette..."

Io sostengo che la Verità è una terra priva di sentieri, e che nessuno può approssimarsi ad essa seguendo un sentiero, una religione o una setta. Questo è il mio punto di vista, e lo sostengo con assoluta certezza e senza riserve. Essendo la Verità senza limiti, incondizionata, e non accessibile attraverso un percorso pianificato, qualsiasi esso sia, non può essere organizzata. Non si dovrebbe altresì costituire alcuna organizzazione che abbia come scopo quello di condurre o forzare le persone a seguire determinati percorsi. Non appena avrete compreso ciò, comprenderete come non sia possibile organizzare un credo, una fede. La fede è un aspetto strettamente individuale, e voi non potete né dovete organizzarla. Se lo fate diverrà cosa morta, cristallizzata, diverrà una dottrina, un credo sistematico, una setta, una religione che dev'essere imposta agli altri. Questo è ciò che in tutto il mondo si tenta di fare. La Verità viene imprigionata, resa banale, ridotta a un giocattolo da destinare alle persone fragili e a coloro che sono temporaneamente insoddisfatti. La Verità non può essere portata al nostro livello, piuttosto ognuno di noi deve impegnarsi per elevarsi al suo. Non potete portare la vetta della montagna in una valle. Chi desidera raggiungere la vetta della montagna lo fa passando attraverso la valle, salendo ripidamente, senza timore dei pericolosi dirupi.

La libertà non è una reazione, la libertà non è una scelta. La libertà è un'illusione dell'uomo che ha libera scelta. La libertà è pura osservazione priva di direzione, senza timori di punizioni né mire di ricompensa. La libertà è priva di cause; la libertà non è al termine dell'evoluzione dell'uomo bensì nel primo passo della sua esistenza. Con l'osservazione si si viene a conoscenza della mancanza di libertà. La libertà risiede nella consapevolezza priva di scelta della nostra esistenza e attività quotidiane.

Il pensiero è tempo. Il pensiero è prodotto di esperienza e conoscenza, che sono inseparabili dal tempo e dal passato. Il tempo è il nemico psicologico dell'uomo. La nostra azione è basata sulla conoscenza e quindi sul tempo, per cui l'uomo è costantemente schiavo del passato. Il pensiero è dannatamente limitato e così si vive continuamente in conflitto e affanno. Cosicché non c'è evoluzione psicologica.
 

When man becomes aware of the movement of his own thoughts he will see the division between the thinker and thought, the observer and the observed, the experiencer and the experience. He will discover that this division is an illusion. Then only is there pure observation which is insight without any shadow of the past or of time. This timeless insight brings about a deep radical mutation in the mind.

Quando l'uomo avrà consapevolezza del moto dei propri pensieri, noterà la divisione fra il pensatore ed il pensiero, l'osservatore e l'osservato, lo sperimentatore e l'esperienza. Egli realizzerà che tale divisione è un'illusione. Solo a quel punto sopraggiunge la pura osservazione che è comprensione profonda senza ombra alcuna del passato o del tempo. Il discernimento privo del tempo determina una profonda e radicale trasformazione nella mente.
 

Total negation is the essence of the positive. When there is negation of all those things that thought has brought about psychologically, only then is there love, which is compassion and intelligence.

 

Copyright 2001 K.F.A.
Krishnamurti Foundation of America

La negazione totale è l'essenza del reale. Quando c'è la negazione di tutte le cose che il pensiero ha psicologicamente determinato, soltanto allora c'è amore, che è compassione ed intelligenza.

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I testi sono tratti dal sito consapevolezza.it.

Parte dei testi sopracitati è coperta da Copyright © 1998 / 2005 come specificato nel sito http://www.consapevolezza.it/aetos/krishnamurti/krishnamurti.asp

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