Baudelaire

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Tutto imparammo dell'amore

Tutto imparammo dell'amore
Alfabeto, parole.
Il capitolo, il libro possente
Poi la rivelazione terminò.

Ma negli occhi dell'altro
Ciascuno contemplava l'ignoranza
Divina, ancora più che nell'infanzia:
L'uno all'altro, fanciulli.

Tentammo di spiegare
Quanto era per entrambi incomprensibile.
Ahi, com'è vasta la saggezza
E molteplice il vero!

Tra la forma della vita e la vita

Tra la forma della vita e la vita

c'è una grande differenza,

come quella tra il liquore alle labbra

e il liquore nel suo contenitore:

si conserva molto bene quest'ultimo,

ma se si ha bisogno d'estasi

il più adatto è quello senza tappo,

ed io lo so, avendo già provato.

La natura talvolta fa seccare

La natura talvolta fa seccare

un arbusto, talvolta scalpa un albero -

il suo popolo verde lo ricorda

nel caso in cui non muoia.

Foglie stremate alle nuove stagioni

testimoniano mute -

e noi che abbiamo un'anima moriamo

più sovente, e non così vitalmente.

Non avessi mai visto il sole

Non avessi mai visto il sole

avrei sopportato l'ombra

ma la luce ha aggiunto al mio deserto

una desolazione inaudita.

Temo un uomo di poche parole 

Temo un uomo di poche parole

temo un uomo che tace

l'arringatore - posso superarlo

il chiacchierone - posso intrattenerlo

ma colui che pondera

mentre gli altri spendono tutto ciò che hanno

di questo uomo diffido

 temo che egli sia grande.

Tu forse vuoi comprare un fiore  

Tu forse vuoi comprare un fiore,

ma io non posso venderlo.

Se vuoi averlo in prestito

finché il narciso disfa

il suo berretto giallo

sotto la porta del villaggio,

finché le api dalle file dei trifogli

ricavano i loro vari vini,

d'accordo, io te lo presterò

fino ad allora: non un'ora in più.

Tanti dicono di notte buonanotte

Tanti dicono di notte buonanotte:

io dico buonanotte quando è giorno.

Mi dice arrivederci chi va via.

Rispondo ancora buonanotte, io.

Perchè il distacco, quello si è la notte,

e la presenza, nient'altro che l'alba:

quel colore di porpora nel cielo

che si chiama mattino.

Vieni piano piano Paradiso!

Vieni piano piano Paradiso!

Labbra inesperte di te

timidamente suggono i tuoi gelsomini,

come l'ape stremata

che giunge tardi al fiore,

ronza intorno alla sua stanza,

conta il nettare,

entra, e si perde tra i profumi.

Portare la nostra parte di notte

Portare la nostra parte di notte,

la nostra parte di mattino.

Di immensa gioia riempre il nostro spazio,

il nostro spazio riempie di disprezzo.

Qui una stella, là un'altra stella.

Qualcuno smarrisce la via!

Qui una nebbia, là un'altra nebbia.

Poi, il giorno!

Le poesie sugli Angeli di Emily Dickinson

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