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...Splendidi esseri di luce, nostri compagni di sempre...
Gli Angeli non hanno un involucro materiale come
noi, ma sono occhi che vedono,
In passato gli Angeli hanno goduto di
enorme fortuna, che si è espressa non solo attraverso la riflessione
propriamente teologica, ma anche e soprattutto attraverso le leggende, la
letteratura, l'arte. Mentre nei tempi antichi, un Angelo era considerato
l'incarnazione di Dio, la manifestazione fisica della Sua parola, già nel
diciassettesimo secolo, secondo la Chiesa, il ruolo degli Angeli non era
più primario per la salvezza dell'uomo, in quanto tale mediazione era
stata ormai definitivamente affidata a Cristo. L'unica funzione rimasta
loro era quella di guidarci con la volontà e l'intelletto, dirigendo in
maniera invisibile le nostre azioni.
Negli ultimi decenni, invece, sono stati
posti tra i ricordi, dolci e nostalgici, dell'infanzia. Pare, quasi, che
gli Angeli siano praticamente assenti nella teologia del nostro secolo,
secondo la quale essi sembrano far parte di quelle mitologie del
cristianesimo che vanno eliminate. Per fortuna, in questi ultimi anni si è
manifestata una decisa controtendenza: gli Angeli stanno ritornando "alla
ribalta" suscitando un appassionato interesse in ogni parte del mondo.
Attualmente gli Angeli costituiscono una
delle figure che più di sovente si incontrano allorché si parla della
dimensione divina. Essi, infatti sono gli abitanti del regno intermedio
tra Dio e l'uomo, e come tali colmano un vuoto. Va notato che l'esistenza
degli Angeli è stata riconosciuta come "articolo di fede" dal IV Concilio
Lateranense del 1215.
Gli Angeli, sono comuni alle varie fedi;
essi vengono chiamati spesso, anche in Occidente, col nome di "Deva". E'
questo un termine che, nella mitologia orientale e in particolare in
quella vedica e buddista, designa spiriti benigni, di natura Angelica;
deriva dal sanscrito daiva, che significa "risplendente", "essere
di luce" e indica la divinità.
Nella cultura orientale ogni cosa, dalla
formica alla cascata, da un sasso ad un pianeta, è affidata alla tutela
di un Deva, che ne ha curato la costruzione e la mantiene nel tempo.
Il termine "Angelo" viene, invece, preferibilmente riservato agli esseri
che si occupano dell'uomo. Il loro compito è quello di manifestare,
preservare e assecondare l'ordine e il progetto divino che pervadono
l'universo: essi sono anzitutto portatori della Legge Suprema e come
tali ci seguono, ci custodiscono, ci aiutano.
Questa concezione mitica del mondo Angelico
sembra esercitare un certo influsso anche sui credenti, e ciò in due
direzioni opposte. Talora essa alimenta una credenza eccessiva negli
spiriti celesti (specie per quello che riguarda i demoni), che tende a
forme superstiziose o morbose. Altre volte invece la mentalità moderna
blocca ogni forma di credenza e, conseguentemente, di devozione. Nel
rapporto con Dio gli Angeli finiscono quindi con l'apparire del tutto
superflui, se non addirittura di ostacolo.
A ben vedere, quest'ultima è la medesima
difficoltà che non raramente si osserva nei riguardi della devozione per i
santi. Essa può essere risolta appellandosi all'esperienza della natura
sociale dell'uomo. Questi - sul piano puramente umano - non nasce, non
cresce, non matura se non è in relazione con altri uomini, senza la
dimensione sociale è impensabile quella umana.
Questa considerazione, svela l'importanza
della presenza di mediatori tra Dio e l'uomo, quali sono appunto gli
Angeli (e i santi). Essi costituiscono una dimensione sociale
soprannaturale senza la quale sarebbe impossibile la crescita armonica
della personalità religiosa del credente. Infatti, grazie ad essi, noi
cresciamo con una coscienza viva della vicinanza di Dio, dell'efficacia
della Sua provvidenza, del nostro inserimento in un ordine di vita che non
è puramente umano.
Siamo convinti dell'importanza della
devozione per gli Angeli. In essa ravvisiamo, come già accennato, un
potente stimolo capace di renderci familiari le realtà soprannaturali;
ciò, in un mondo come il nostro proteso soprattutto verso quanto è
materiale o puramente umano, costituisce un potente tonificante per la
coscienza cristiana. Tale funzione viene poi esercitata sia perché
questa devozione coglie gli Angeli come strumenti di cui Dio si serve per
realizzare i suoi disegni salvifici, sia perché li mostra come perfetti
adoratori di Dio.
Né è da credere che la devozione verso gli
Angeli non sia in sintonia con la pietà cristiana nella quale - come è
noto - occupa posizione centrale Gesù, il Figlio di Dio incarnato. La
prova più convincente di tale sintonia è il fatto che Cristo stesso, nei
momenti decisivi della vita terrena, sperimentò la presenza soccorritrice
degli Angeli e che questi furono gli annunciatori della sua incarnazione e
della sua risurrezione.
Gli Angeli, quando prendiamo coscienza
della loro presenza, pur lasciandoci liberi di agire, intervengono nella
nostra vita pratica quotidiana in modo evidente e reale. Taluni,
attraverso l'orazione e la meditazione, sono persino giunti a udire le
loro voci o vederli sotto forma di globi di cristallo che emanano
un'intensa Luce Dorata, arricchita dalla sfumatura di colore
caratteristica di ognuno di Essi.
Il numero degli Angeli è immenso. I testi
sacri delle varie religioni, riferendosi a essi, parlano di schiere,
legioni, eserciti. Le cifre in proposito sono discordanti: si va da
centomila fino ai quarantanove milioni della Cabala ebraica.
Nella parabola del Figliol Prodigo (Luca
15:11-32), il padre dà al figlio ritornato un anello. Tale anello
simboleggia il dominio sul tempo e sullo spazio, un cerchio senza inizio e
senza fine (l'eternità). Suo fratello (un Angelo) che mai lasciò la casa
del padre, si lamenta che nulla a lui viene offerto, a premio per la sua
obbedienza. Ma il dono al Figliol Prodigo è ben meritato, per quanto ha
faticato, a lungo e duramente, nel Mondo della materia, dove vi è libertà
di scelta e gli errori si pagano in prima persona... magari dopo qualche
vita.
Si
ringrazia
http://www.viviamoinpositivo.org per parte del materiale di questa
pagina
.::: Grafica by Soraya :::.
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