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Lascia una luce accesa...
( La Storia di Mezzanotte)
Ho sempre pensato che i gatti che
sono stati con noi durante la vita , in un certo qual modo non ci
lasceranno mai, che rimarranno sempre con noi, nel ricordo, nel
cuore e nell’anima, perché un amico speciale come un gatto non si
può mai dimenticare !
Da quando mi dedico all’allevamento, ho avuto occasione di parlare
con diverse persone che purtroppo hanno perso un caro amico felino,
ognuna di loro ha affrontato in modo diverso la cosa, ma un giorno
una signora mi ha raccontato una storia da brivido….brivido felino
ovviamente!!
C’era una volta, in verità non molto tempo fa, un’anziana signora,
che viveva da ben 12 anni con un vecchio birmano, un birmano un po’
spelacchiato a dire il vero, perché in gioventù aveva avuto l’onore
e l’onere di partecipare a diverse gloriose battaglie feline con i
gatti del vicinato, per altrettanto diverse conturbanti gattine, e
ancora, saltuariamente, non disdegnava la compagnia di dolci micine,
ma non aveva più voglia di battersi per loro oramai ! Il gatto si
chiamava Mezzanotte. Mezzanotte non era il suo vero nome, era un
nomignolo che gli era stato affibbiato dal marito della signora,
quand’era ancora in vita, perché quel gatto aveva una stranissima
particolarità: temeva il buio!! Ovviamente la cosa aveva fatto il
giro del vicinato e la storia del gatto che temeva il buio era a
metà fra una barzelletta ed una leggenda metropolitana. Eppure era
vera!! Se Mezzanotte restava in una camera completamente buia
gridava a squarciagola e si arrampicava ovunque chiamando e
gridando. Era cura della sua proprietaria non lasciare mai tutte le
luci spente in casa se usciva di sera, e lasciare la propria abat
jour accesa se restava a casa, perché Mezzanotte da buon gatto
birmano aveva tanti vizi ed agi, fra cui quello di poter ronfare
tutta la notte sul letto assieme all’amata padrona.
Un mattino d’inverno Mezzanotte uscì per la consueta passeggiata da
“gatto anziano” che faceva quotidianamente, ma all’ora del pranzo,
nonostante gli fosse stata preparata la sua pappa preferita e
nonostante i ripetuti richiami, di lui non c’era nemmeno l’ombra. La
sua padrona dopo un primo momento di preoccupazione decise di andare
a cercarlo e, aiutata anche da amici, vicini di casa e parenti,
perlustrò l’intero quartiere, ad ogni coda che intravedeva
s’illudeva che fosse Mezzanotte, ad ogni miagolio sperava che fosse
lui che chiedeva aiuto, s’immaginava il suo adorato gattone chiuso
chissà dove o magari ferito, forse morente . E quando alla sera
tornò a casa tutta sola sapeva che se Mezzanotte non fosse tornato
una parte di lei sarebbe morta, e che la sua vita non sarebbe più
stata la stessa…
Un pensiero assillante si fece strada in lei al calare delle
tenebre: ovunque fosse Mezzanotte avrebbe avuto paura del buio !! E
non ci sarebbe stato nessuno ad accendere la luce per il suo milione
che temeva l’oscurità. L’assalì una tristezza ed uno sconforto
infiniti e le lacrime scesero copiose dai suoi occhi, poi le venne
in mente di accendere una candela e di lasciarla accesa sul
davanzale della finestra, magari Mezzanotte vedendo al luce accesa
sarebbe tornato da lei !! Almeno poteva illudersi di fare qualcosa.
Ma i giorni trascorrevano placidi e Mezzanotte non tornava a casa.
L’anziana signora si era quasi rassegnata, anche se ad ogni rumore
sospetto balzava a controllare se “lui” fosse tornato. Una notte,
poco prima di Natale iniziò a nevicare, tanti candidi fiocchi
cadevano dal cielo, e pareva che tutto il mondo fosse più piccolo e
ovattato…la signora desiderò con tutto il cuore sentire il corpicino
caldo del suo Mezzanotte accoccolato fra le sua braccia come tutte
le sere…e le parve di udire un miagolìo alla finestra della cucina
al piano di sotto, dove c’era la candela accesa… Corse giù per l e
scale il più velocemente possibile e si precipitò alla
finestra…inizialmente non vide nulla, poi scorse delle impronte
indubbiamente feline sulla neve fresca, il cuore le balzò nel petto
e corse fuori e…sorpresa…proprio sotto alla finestra della cucina
c’era un gattino piccolissimo, tutto intirizzito e bagnato, sembrava
un fagotto scuro, ma quando la signora lo avvicinò alla luce della
finestra vide che era proprio uguale a Mezzanotte da piccolo !!
Riguardò le impronte, erano troppo grandi per essere di quel piccolo
micino che a malapena riusciva stare in piedi !! Poi sentì uno
strano rumore di fusa, alzò lo sguardo al muretto che circondava la
casa e le parve di vedere, stagliato contro i fiocchi di neve che
cadevano copiosi, la sagoma famigliare di Mezzanotte, sbattè un
attimo le palpebre e lo chiamò, ma la sagoma diventava sempre più
indistinta pur non muovendosi, fino a sparire del tutto. Alla
signora piace credere che Mezzanotte sia andato in cielo e che le
abbia lasciato un ultimo ricordo di sé per non essere troppo triste,
e che , attirato dalla luce della candela simbolo del suo amore per
lui, sia venuto a darle un ultimo saluto. Il gattino non si chiama
mezzanotte, perché non teme il buio, ma dorme ugualmente con lei
tutte le notti ( e buona parte del giorno), invece la signora lascia
sempre una candela accesa sul davanzale per il suo dolce Mezzanotte.

Judeke

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