San Valentino: ecco la vera storia sulla festa degli innamorati

Manca davvero poco alla festa egli innamorati, e le coppie si preparano a festeggiare il loro amore. Non è certo un caso che si festeggino gli innamorati proprio il giorno di San Valentino, anzi storie e leggende sanno descrivere nel dettaglio il morivo per cui a questo santo viene affiancato il coronamento del sogno d’amore.

Il rito di fertilità prima della festa di San Valentino

L’origine dei racconti sulla festa degli innamorati si nasconde nella Chiesa cattolica che a suo tempi tentava di trasformare il rito pagano della fertilità in un sacramento religioso. Questo rito era nato ai tempi dei romani, quando a febbraio si preparavano per la stagione della rinascita. Verso la metà del mese i capitolini festeggiavano i Lupercali affinché il campo coltivato non fosse invaso dai lupi. A suo tempo, coloro che si occupavano del rito, una sorta di sacerdoti, entravano nella caverna della lupa che aveva allattato Romolo e Remo e effettuavano dei sacrifici per buon auspicio. In concomitanza di ciò, la strada veniva cosparsa di sangue di animali, mentre i nomi dei fedeli venivano scritti in un’urna che poi veniva agitata. Un bambino estraeva nomi a caso delle persone e venivano accoppiati per trascorrere la nottata insieme al fine di concludere il rito di fertilità.

Dal rito romano a quello cristiano

Il passo dai riti pagani alla festa cristiana degli innamorati fu quindi breve. Sulla scia di queste celebrazioni pagane, la Chieda decise di intervenire sopperendo il rito della fertilità (considerato immortale) con la festa degli innamorati. Motivo per cui Papa Gelasio, annullò il rito pagano e inserì nel nostro habitué il culto di San Valentino.

San Valentino era nato a Interamna Nahars, l’attuale Terni, nel 176 d.C. e morì a Roma il 14 febbraio 273. Si tratta di un vescovo romano fatto martire, che si era sempre prodigato per la comunità cristiana e per la città di Terni. Ivi infatti erano continuamente fomentate le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Divenne vescovo della città nel 197 grazie al Pontefice San Feliciano, poi fu proclamato protettore dell’amore in tutto il mondo. Perché? Semplicemente perché fu il primo a dare in moglie ad un legionario pagano una giovane cristiana, consacrando la loro unione.

Il racconto su San Valentino

La storia narra che un giorno San Valentino sentì passare, nei pressi del suo giardino, due giovani fidanzati che discutevano animatamente. Al fine di mettere la pace, egli andò incontro alla coppia e donò loro una rosa, invitandoli a far pace tenendo insieme strettp il gambo della stessa. Li invitava a fare attenzione a non pungersi e chiese loro di Pregare Dio affinché il loro amore restasse vivo in eterno. Dopo poco tempo la coppia gli chiese la benedizione del loro matrimonio.

Non tardò la storia a finire sulla bocca di tutti, così in molti si recavano in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese, per farsi benedire. Poi la data è stata riportata solo a febbraio, perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.

Altre tesi su San Valentino

L’accostamento tra il romanticismo e San Valentino arrivò in seguito. Secondo alcune voci la cosa scaturì dal circolo anglosassone di Geoffrey Chaucer (1343 – 1400), che nel suo poema «Parlamento degli uccelli» parlava del fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia. Comunque sia, tanto in Francia quanto in Inghilterra, nel Medioevo, era luogo comune credere che a metà febbraio cominciasse l’accoppiamento degli uccelli: per cui il 14 febbraio divenne la festa degli innamorati.

 

Da festa cristiana a festa consumistica

Non tardò nel corso dei secoli a trasformarsi da festa religiosa a consumistica. Non a caso, già nel 1800 in Inghilterra ci si scambiava i «Valentine», bigliettini d’amore con le sagome dei simboli dell’amor romantico (cuori, colomba, Cupido). Anzi, una delle più antiche «Valentine» ritrovata è riconducibile al XV secolo, e fu scritta da Carlo d’Orléans, allora prigiomiero nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415).

Carlo scriveva alla moglie: «Je suis déjà d’amour tanné, ma très douce Valentinée». A metà Ottocento negli Stati Uniti, Esther Howland si diede alla produzione di biglietti di San Valentino su larga scala. Ben presto accanto al biglietto si prese l’abitudine di regalare cioccolatini e doni di ogni genere o specie.

San Valentino nel resto del mondo

La festa degli innamorati è usanza internazionale. Ci sono paesi come Germania ove gli innamorati si inviano bigliettini e si fanno dei regali economi o al massimo si regalano fiori. Altri paesi come Olanda e Inghilterra hanno l’abitudine di spedire biglietti non rivelando la propria identità.

In Giappone la tradizione prevede che le ragazze portino in dono una scatola di cioccolatini ai ragazzi, non per forza loro fidanzati: per tradizione vanno donati anche ad amici e colleghi di lavoro. E gli uomini che ricevono cioccolato a San Valentino devono ricambiare il dono con un cioccolato bianco un mese dopo San Valentino, cioè il 14 marzo.

In Spagna la tradizione vuole soltanto che si regalino rose rosse. Negli Stati Uniti, San Valentino vale pure per i bambini che si scrivono bigliettini con sopra gli eroi dei cartoni animati.

 

 

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