Pier Paolo Pasolini e il calcio

Pier Paolo Pasolini è uno degli scrittori più importanti del novecento italiano. La sua breve vita, terminata nella tragedia di Ostia del 2 novembre 1975, è stata tra le più polivalenti artisticamente in Italia e nel Mondo. Scrittore, regista, poeta, sceneggiatore, opinionista, uomo d’inchiesta, uomo del popolo; tra i tanti interessi e le mille attività di Pier Paolo Pasolini, grande ruolo ha avuto anche il calcio, protagonista indiscusso di questo sito, sia vissuto, con la sua presenza fissa domenicale al comunale di Bologna e ne fu pure protagonista, da ala, nella formazione dilettantistica di Casarsa in Friuli, sia nell’identificazione artistica e alla riflessione intellettuale sulla natura del gioco, che considerava  un sistema di segni, come il linguaggio, che ha tutte le caratteristiche della lingua sia scritta che parlata. Come linguaggio dunque anche il calcio nella sua storia può annoverare i suoi poteri e i suoi prosatori.

Il calcio, il sogno di Pasolini

Passata alla storia l’intervista con Enzo Biagi e proprio in quell’intervista Pier Paolo Pasolini dichiarò: “Se non avessi fatto lo scrittore-regista, avrei voluto fare il calciatore. Nel campo era un giocatore generoso, nel ruolo di ala in cui correva tantissimo per la squadra. Forse poco fiuti per il goal, ma l’intelligenza linguistica del su calcio, dei suoi segni, della sua traduzione nel gioco, si concretizzava proprio in un servizio totale e continuo ai compagni, proprio per questo veniva conosciuto anche come “regista in campo” per le sue intuizioni brillanti, da vero dieci, un’analogia tra i lavori che non avrebbe potuto meglio spiegare l’intelligenza e la passione di un uomo estremamente preparato in tutto quello che faceva.

La storica partita tra “Novecento” e “Sodoma”

La passione per il calcio di Pasolini si tradusse anche in una partita tra le troup di due film, la troup di Bertolucci impegnato su Novecento e la troup di Pasolini durante le riprese di Salò e le centoventi giornate di Sodoma. Una partita da aprire una possibile pace tra i registi, ma sfortunatamente il team di Pasolini uscì sconfitto dal match, con Pasolini fuori dal campo furibondo, poiché Bertolucci avrebbe schierato giocatori professionisti del Parma e da grande artista Pierpaolo non apprezzava mai la sconfitta.

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