Letteratura e gioco d’azzardo, un binomio che ha dato grandi opere

Gioco di soldi o scommesse, una volta, erano esclusivo appannaggio dei ricchi che, riunendosi tra loro, potevano spendere follie per divertirsi, ma è pur vero che le loro follie potevano portarli alla rovina. Oggi le cose sono diverse, grazie ai siti di scommesse online, ma  si deve stare attenti e fidarsi solo dei siti riconosciuti AAMS: visita questo sito per capire di quali piattaforme ci si può fidare.

Oggi, forse, non ci sono personaggi importanti della letteratura che analizzano il rapporto tra uomo e denaro, ma se andiamo indietro nel tempo ne troviamo diversi, a partire da Giacomo Leopardi. In Pensieri troviamo questa frase: “i politici antichi parlavano sempre di costumi e di virtù; i moderni non parlano d’altro che di commercio e di moneta”, forse voleva sottolineare che il desiderio di denaro spingeva i potenti al gioco e alle scommesse? Se era vero che all’epoca chi aveva denaro giocava bramosamente nella speranza di accumularne altro, oggi le cose si sono più equilibrate: tutti sperano di vincere qualcosa per soddisfare più un piacere personale che una bramosia di potere.

Tra i letterati che mettono pensieri di denaro e gioco nelle proprie opere, troviamo Tommaso Landolfi un poeta che sottolinea, in La biere du Pecheur, la sua passione per la roulette, diventata una vera e propria mania da cui non sapeva staccarsi. Anche Luigi Pirandello spinge Mattia, ne Il fu Mattia Pascal, verso il gioco, illudendolo di poter vincere alla roulette utilizzando un opuscolo dal titolo Méthode pour gagner à la roulette. Ovviamente il povero Mattia non vincerà nulla perché tutti lo sanno che non esiste un metodo per vincere, è solo fortuna. L’unica cosa da tenere a mente è quella di giocare con consapevolezza, lo sostengono tutti, anche i siti di scommesse. È un gioco e come tale va affrontato.

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